- Ordine Esecutivo Assoluto -
Italia - OEA Fermare a tutti i costi Giusva e la sua banda - ( 2024 )
F.to. ( P2, Destra eversiva, Cosa Nostra, N'drangheta )
Stazione di Bologna 2 Agosto 1980, la strage più sanguinosa della Storia repubblicana e l'imperativo, da circa un anno prima, era questo.
Ma riavvolgiamo una immaginaria bobina di allora come ripercorrendo indietro quel tempo ed arriviamo al 1974, l'anno nel quale si mette a segno un primo attacco al sistema ferroviario italiano durante l'esodo estivo di Agosto, in un punto non troppo lontano dal capoluogo emiliano-romagnolo: San Benedetto Val di Sambro; è stato quello al rapido 1486 Italicus.
Una strage costata la vita a 12 persone, mentre 48 rimasero ferite e fu attribuita alla Destra eversiva in quelli che furoni gli inizi della più tardi palesata: Strategia della tensione, una ramificata varietà di azioni violente atte a scardinare gli appoggi politici al possibile governo composto dal partito comunista di Enrico Berlinguer.
Questo piano transnazionale di ampio respiro esisteva in molti altri paesi europei, con la sigla in codice - Stay-behind - creato con il bene placet degli USA, che in Italia vedeva coinvolti i famosi apparati deviati dello Stato, i Servizi segreti, politici corrotti e frangie di quegli estremismi favorevoli a un giro autoritario di redini ai vertici del governo.
Dalla parte opposta a tutto ciò si agitava la banda armata di Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, Franco Anselmi, Alessandro Alibrandi, ecc. spavaldi, astuti, inafferrabili, inclassificabili, latitanti ed autori di efferati delitti di sangue nella Capitale, dove tra i tanti spicca l'esecuzione del magistrato Mario Amato del 23 giugno 1980 a Roma, il quale stava ricostruendo le azioni di questa particolare fazione di irriducibili, da li a poco fuori controllo per chiunque cercasse di mettere ordine e senso a tutte queste azioni di guerrilla sfociate in morti e feriti in entrambi i bandi, oltre ad un notevole sacrificio di rappresentanti delle forze dell'ordine.
Mentre nella totale impunità si sviluppavano determinate dinamiche criminose dal 1978 al 1984, a Roma s'intrecciano a loro volta, quelle della Banda della Magliana; un sodalizio di residenti romani composto da varie batterie cittadine, costituitosi per concentrare in poche mani diverse attività delittive quali: sequestri, spaccio, scommesse clandestine, usura e prostituzione.
In tutto questo mare magnum di criminalità svettava solamente chi riusciva ad imporre un metodo di violenza gratuita maggiore rispetto agli altri
,
ma sempre e soprattutto con il benestare di chi supervisionava a distanza decidendo in qualsiasi momento le sorti e cioè l'implacabile Cosa Nostra ( Mafia fino al 1986 ), quell'organizzazione superiore, non solo radicata in Sicilia ma estesa a macchia d'olio infatti l'unica in grado di uccidere ovunque; forniva supporto in termini di esplosivo ( relitto della Laura C. scoperto dalla N'drangheta ), documenti e persone, nonostante nel tempo siano mancate voci specifiche chiamandola in causa.
Queste voci vengono rappresentate da quella classe dirigente di siciliani, che hanno trovato occupazioni di rilievo nelle amministrazioni delle grandi città del Paese e sulle quale pesava l'influenza remota dell'organizzazione criminale, anche se non direttamente ma attraverso i familiari rimasti nei paesetti d'origine. Una fitta rete di personaggi che potevano aver fatto la differenza nel contrastare l'ondata di terrore propagatosi senza freni in quegli anni ed invece sono rimasti con un approccio tiepido quasi freddo, lasciando correre mentre tanti giovani perdevano la vita in una lunga spirale di violenza.
Questo scoglio costituirà una zavorra ineludibile per lo sviluppo economico e sociale dell'Italia in quegli anni di piombo fino ai giorni nostri.
Chiusa questa parentesi e sebbene gli autori materiali della strage dell'Italicus non verranno mai condannati in via definitiva, questo attentato servì per collaudare la solidità delle maglie delle organizzazioni vicine e la persecuzione dei propositi; non è infatti una eresia affermare la convergenza dell'eversione di Destra con le altre architetture locali che avevano scatenato una serrata lotta allo Stato democratico ed ai cittadini onesti.
Va detto che in una ipotetica parabola di attività svolta, il clan dei corleonesi raggiunse proprio in quegli anni tra il 1978 e il 1984, il punto cuspide della sua influenza per iniziare a scendere fino al 1993 e 1996 quando vennero catturati Riina e Provenzano rispettivamente.
Sempre tornando a Bologna, a sua volta è stato evidente come dai giorni successivi, scemò di forma immediata la simpatia degli ambienti borghesi rispetto all'inafferabilità dei Nar, non appena si seppe della loro implicazione nella strage che costò la vita a 85 persone e provocò più di 200 feriti, un segno ormai tangibile che per tutti gli altri attori presenti nell'attuale panorama criminale, era venuto il momento di tirare le fila ad avviare un percorso di autentificazione verso gli altri obiettivi, cioè quelli economici da far prevalere alla sommità della lotta stessa. Quest'ultimi però vennero rifiutati a priori da Fioravanti ed i suoi che premevano forte su una sollevazione politica massiva dei camerati, per far precipitare l'Italia in un regime simile a quello dei colonnelli in Grecia, dove le loro azioni invece di essere condannate sarebbero state venerate e studiate come una nuova Resistenza.
Quello che realmente successe quel fatidico giorno a Bologna non si saprà mai con esattezza, per i troppi anni intercorsi ed i decessi delle persone coinvolte, ma vogliamo ugualmente azzardare una ipotesi basata sul rigore della logica prettamente umana, non di certo alcuna Intelligenza Artificiale istruita con dati oggettivi, ma come elaborazione di persone che hanno vissuto quegli anni.
Il copione era sempre lo stesso dell'Italicus, solo che questa volta doveva suscitare uno sconquasso totale. Qualcuno di certo si sarà scomodato giorni prima del 2 Agosto per concordare un incontro con Fioravanti di modo da averlo avuto presente nelle vicinanze della stazione, qualcuno che goda della sua fiducia, perché i Nar si muovevano con molta attenzione e non incontravano chi pensassero fosse al servizio della vecchia ala del movimento eversivo, già intuivano l'esistenza di possibili delatori pronti a smascherarli per acquisire possibili vantaggi in sede processuale; in questo caso il movente può essere stato il piano di una rapina o una cessione di armi per denaro, cosa assai plausibile per chi sta vivendo in continua latitanza.
In quello stesso momento agiscono gli autori effettivi dell'attentato che piazzano la valigia con l'esplosivo nella sala d'aspetto della stazione con il detonatore ad orologeria che esploderà alle 10:25 ( Ora veramente studiata o casuale? ), con sufficiente margine di tempo per allontanarsi dalla città.
Cosa ci si poteva aspettare ancora da chi sta continuamente sul chi vive dopo lo scoppio di un ordigno così potente a poca distanza?
Quei ragazzi sparavano prima ancora di parlare, su questo non ci sono mai stati dubbi, ma perchè così all'improvviso passare ad usare l'esplosivo con quell'effetto dirompente volto a creare un prima e un dopo nella Storia del terrorismo, quando queste soluzioni così drastiche erano state appannaggio esclusivo di quelli che si portavano sulle spalle le stragi precedenti: di Brescia, piazza Fontana a Milano nonchè del treno Italicus, con i quali neanche condividevano le finalità?
Quello poi di scappare all'estero non si é tenuto conto, perché rimanere in Italia se non per scovare chi veramente fosse stato a mettere la bomba per incolparli, sparandogli in fronte e redattando un comunicato, come solevano fare, per rivelarne le contorte origini.
La macchina del fango, prendendo in prestito una espressione largamente usata oggi, stava entrando in azione: i nar sono i colpevoli e che non si cerchi più altrove.
Chiunque indossasse i panni del rivoluzionario se ne guarderebbe bene dal segare vite innocenti, come quelle di altri possibili camerati, tenendo presente che nel loro regolamento, persino le Brigate rosse, evitavano toccare le donne durante le loro multiple azioni violente.
Quando perdi anche le ultime briciole di consenso popolare allora sei allo sbando, non ci sono più vie di fuga.
Perchè in quel momento andavano fermati semplicemente perchè erano le pedine sacrificabili, gli si poteva scaricare di colpo tutto il peso di quegli anni di piombo, chiudere tutte le partite aperte con le forze dell'ordine, in ragione di non aver sparato neppure una pallottola, che avesse colpito funzionari dello Stato.
Queste erano le logiche probabili che venivano utilizzate da Cosa Nostra per articolare le azioni e veicolate come un know-how di valore, in questo caso specifico perchè non si poteva attentare direttamente in mancanza di una rete di appoggi locali, se non inviando emissari da Roma visto che c'erano quelli della Magliana ad eseguire qualsiasi comando arrivasse loro da siffatto autorevole centro di potere.
I NAR da tempo avevano smesso di effettuare azioni nella Capitale per le ragioni anteriormente esposte, quindi da parte di chi li sta cercando
come si fa a scovare un fantasma e neutralizzarlo addirittura prima che lui trovi te?
Ne scardini il mito, inquini tutto quello che c'è di certo intorno facendo terra bruciata, indebolendo l'immagine.
Giusva e i suoi vivevano degli aiuti che gente incensurata gli prestava come: alloggio improvvisato, tenere un mitra nel garage, nascondere documenti, ecc. proprio per il carattere di guerra ingiusta che lo Stato gli stava facendo trovavano solidali disposti, ma
appena sono stati ufficializzati i mandati di cattura per aver ucciso bambini inermi e passanti che aspettavano un treno,
quegli appoggi iniziano a traballare, nessuno se la sente di fiancheggiare degli stragisti.
E' anche possibile che l'infatuazione di poter liberare Concutelli, il puro, grazie alla connivenza mafiosa, li abbia accecati facendo abbassare loro le difese e quindi esposti alle volontà di terze persone.
C'erano anche i giornalisti che vedevano di buon occhio la causa Robin-Hood-iana, quello spontaneismo esaltante il valore dell'intrepido alzatosi per proteggere i deboli dai soprusi dei potenti.
Invece da Bologna in poi si riscrive tutto il copione di quelle manifestazioni come una offensiva e questo provoca l'attentato al redazionale del Messaggero Concina quando al contrario uccide per sbaglio il tipografo Maurizio di Leo.
Sfugge persino l'attendibilità nel sapere se fu Mangiameli ad inviarli a Bologna e per questo essere giustiziati come quelli colpevoli di averli venduti.
Ricordiamoci che nel 1980 non c'erano Internet, i social networks e neppure i telefonini, la gente si informava attraverso i giornali, la TV o alla Radio anche se quest'ultima era più una prerogativa degli ambienti di " sinistra ".
Era Agosto e tanti erano andati in vacanza , le città si stavano svuotando, il Paese intero ci impiegò un mese per capire esattamente quello che era successo, ma la città delle lettere, per cui la " dotta ", culla della civiltà e della Resistenza deve reagire con fermezza, i colpevoli devono essere assicurati alla Giustizia in breve e senza mezzi termini.
Quindi sebbene non ci siano prove materiali, ma solo indizi, testimonianze confuse di qualche disagiato che non chiariscono molto, alla fine il verdetto è stato quello: i Nar sono colpevoli della strage.
Da quel giorno la parola terrorismo, successivamente al sequestro ed uccisione di Aldo Moro, entrerà nelle case di tutti gli italiani e non ne uscirà più, perché il gioco di inchiodare con la paura funzionerà e verrà replicato nella comunicazione senza esitazione dagli eredi politici di quei tempi pericolosi e sanguinolenti.
La Verità continuerà ad essere sempre più una chimera per chiunque provi a disincagliarla.